CLAUDIO VIGNA

29.04.2020 15:25

1.Come ti sei avvicinato alla pittura?

 

Ero ragazzino, più di cinquant'anni fa; in casa era arrivato un televisore. Un oggetto ingombrante ,

pesante. Poche erano le ore di trasmissione e pochissime quelle che poteva vedere un ragazzino.

Uno dei programmi di allora che mi affascinava, trasmesso, non ricordo se prima o dopo la TV dei

ragazzi era "Non e mai troppo tardi". Condotto da un maestro elementare: Alberto Manzi.

Ero affascinato da quel programma che, contribuì non poco, all'alfabetizzazione di una parte del

nostro paese.

Il Maestro Manzi insegnava le lettere dell'alfabeto (C...casa, P...papera...etc...) e accompagnava il

suo metodo aiutandosi col disegno. Disegno semplice ma che in me stimolava l'emozione della

magia. In pochi gesti e tratti si materializzavano la casa, la papera ed altri soggetti..

Da allora incominciai a disegnare o almeno a tentar di farlo.

E non ho mai smesso.

 

2.I tuoi soggetti preferiti?

 

Non ho mai dato importanza al soggetto nei miei lavori.

Dipingo sovente il mare, le palme, situazioni che portano il fruitore a paesaggi mediterranei,

mediorientali, a volte carraibici o fiabeschi... paesaggi dove l'orizzonte non si pone limiti.

Amo il mare. Le situazioni che quest'elemento provoca... amo il sogno, l'avventura, tuttavia iI

soggetto non mi ha mai conquistato. Non mi son mai innamorato del soggetto.

L'ho usato, sfruttato per le possibilità che mi ha dato di esprimere le emozioni attraverso il segno,

la macchia, il colore...

Elementi che son la vera comunicazione con il mio pubblico.

 

3.Il tuo stato d'animo mentre crei la tua opera

 

Domanda difficile.

In realtà, almeno nel mio caso, non ho uno stato d'animo.

Non provo emozioni particolari, o forse sì; non ne ho la consapevolezza.

E' come trovarsi in una bolla di "sospensione".

Non puoi permetterti emozioni e neanche puoi negarle.

Lavori, il pennello scivola via senza regole, ma attento a rispettar le regole...

Non so rispondere in modo coerente a questa domanda.

 

4.La tua arte é... descrivi in poche parole quello che senti di trasmettere, di esprimere

 

Io non credo che un artista possa descrivere cos'è la sua arte. Un pittore crea, da anima, corpo,

attraverso il colore, il segno, i musicisti lo fanno attraverso le note, gli scultori modellando la creta o

cercando l'equilibrio tra pieno e vuoto con il marmo... e ancora i danzatori attraverso il linguaggio

del corpo e gli attori, i poeti...

Più che consapevolezza di ciò che si fa, a determinare la fase creativa contano lo studio, la ricerca

l'osservazione (imparare a vedere e non solamente guardare), il talento e la capacità di cercare

emozioni, anche minime... grazie a questo cocktail, un artista, riesce a comunicare.

 

5..Progetti futuri?

 

Il momento di look down che viviamo ci lascia confusione, incertezza, forse anche paura per

pensare alla materializzazione di progetti concreti.

Una cosa certa è la voglia irrinunciabile di poter riprendere quel dialogo con il pubblico che s'è

momentaneamente sospeso.

Un artista senza il suo pubblico è come un funambolo senza la sua corda e senza i due punti ai

quali fissarla... Perfettamente inutile.

Questo è il progetto al quale non posso rinunciare: riallacciare il dialogo con il mio pubblico.

 

Domanda facoltativa: l'artista che ti piace di più al mondo (di qualsiasi tempo)

 

Questa è una domanda alla quale non posso rispondere. Credo che nessun artista e nessuno ,

anche se non artista possa farlo.

Amo ed ho amato l'arte, di qualsiasi periodo, civiltà, cultura... Ci son momenti in cui mi sento "più

vicino a questo o quel periodo, a quest o quell'altro artista, ma ciò dipende solamente da momenti

emozionali della vita.

  

 

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